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Amore?

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Ultimamente sono tornato adinteressarmi dei percorsi spirituali (esoterici o meno non importa).

Ovviamente la maggior parte di questi pone nell’amore uno dei punti di forza. Purtroppo, allo stesso tempo, è ben difficile definire cosa sia questa cosadi cui tutti parlano, anzi, secondo alcuni non è neppure possibile spiegarla con le parole. Con le parole forse no ma ho visto un filmato, un corto vincitore di alcuni premi, che lo mostra molto bene.

Vi consiglio assolutamente di guardare questo video, dura solo dieci minuti ed ha un finale a dir poco struggente.

Nel tempo che lo vedere pensate a questo: E’ stato girato in un giorno e ci hanno lavorato per due anni in post produzione. Il risultato è qualcosa di tecnicamente perfetto e cinematograficamente eccellente

Il video è stato realizzato da Bruce Branit e potete vederlo a questo link: World Builder

Reality show

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Mi è capitato di interrogarmi sul perché ho un odio viscerale per i programmi che possono definirsi reality show.
Ad un rapido sguardo alla programmazione televisiva mi sembra che questo tipo di spettacoli sia sempre più comune ed anzi, anche programmi che, in teoria, non lo sarebbero ne introducono elementi vari.
E’ come se la gente non avesse di meglio da fare che impicciarsi dei fatti altrui.
In realtà è sempre stato cosi ma ho l’impressione che ultimamente le cose stiano peggiorando.

Non ho nulla contro chi segue questo genere di spettacoli, sia chiaro, semplicemente a me danno un notevole fastidio.

Partendo dal Grande fratello in poi ho l’impressione che siano falsi, palesemente e spudoratamente falsi. Come se non bastasse, ho l’impressione che la gente menta a se stessa pur di credere che quella è la verità.

E’ come per l’arte. Per fortuna la qualità di un’opera d’arte non è definita dal pubblico altrimenti ci troveremmo in un mondo di cuccioli e neonati con pareti rosa pallido o azzurrine.

L’impressione è che ormai la normalità non sia considerata dalla gente altro che un qualcosa da fuggire e aborrire.

L’unica cosa importante è sapere cosa ha fatto questa o quella persona… alla TV, non importa se c’è stato un omicidio importa se l’ha detto la tivu. Non importa cosa è succeso ciò che conta è scavare nella vita intima e personale della vittima prima e dell’omicida poi. E più dettagli inutili ed intimi si trovano e più lo spettacolo va avanti.

Prendete le canzoni.
Ultimamente pare che le canzoni debbano per forza riferirsi a strani problemi psicologici e sociali.
Pensavo a come sarebbe oggi una canzone meravigliosa quale “when a man loves a woman” di Michael Bolton http://www.canzoni-mp3.net/testo_when_a_man_loves_a_woman.htm
Come minimo diventerebbe una cosa tipo “Quando un uomo che subisce mobbing ama una donna con problemi di socializzazione”. E ci sono andato leggero.

A me invece questa cosa che sembra apprezzata da tutti, da fastidio, molto fastidio.
Non so come definirlo ma è una sensazione che mi rovina comunque lo spettacolo e/o la trasmissione.
Faccio un esempio a caso: X-Factor. Ci sono dei ragazzi che cantano anche bene ed alcuni sono interessanti, solo che l’idea stessa che intorno abbiano costruito un qualcosa che proprio non ha nulla a che vedere con la musica mi inacidisce l’intero programma.
Ho visto un momento in cui un ragazzo veniva tagliato fuori. Per prima cosa gli chiedono cosa ne pensa.
Come cosa ne pensa? Chi se ne frega di cosa pensa lui, lui ha cantato, ha fatto la sua parte, il pubblico totalmente incompetente ha votato ed ora spetta ai giudici decidere.
Invece no, ecco che lui si mette a raccontare che è lì per la sua famiglia ed intanto inquadrano madre e padre che piangono.
Che piangono.
Ma che me ne frega di questa cosa?
Cosa c’entrano queste fregnacce con la musica?
Poi viene scartato e lui che fa? Piange, piange come un bambino.
Ed in questo non c’è nulla di nulla di male, sia ben chiaro.
Il problema non è il pianto ma la telecamera che indugia su di lui, sui genitori che piangono fiumi di lacrime neppure fosse in coma, sui giudici che si giustificano, sul pubblico che si alza in piedi ed applaude e qualcuno, fra il pubblico, piange a sua volta.
Potrebbe essere il novello Frank Sinatra ma a me sta pesantemente sul cul. non ci posso fare nulla, è più forte di me, mi danno il voltastomaco queste scene fasulle, perché sono palesemente e spudoratamente fasulle (non il pianto in sè ma l’aver scelto una persona fragile nella speranza che facesse qualche azione del genere, e si vede, si vede e si capisce benissimo) e qualsiasi cosa intorno ne viene irrimediabilmente corrotta.

E potrei andare avanti a lungo parlando di decine di altri programmi simili arrivando addirittura ai telegiornali che hanno portato l’arte del palesemente e spudoratamente falso a livelli inconcepibili anche solo una decina di anni fa.