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Scuola ed amenità

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Oggi volevo parlare di Piero Calamandrei, lo lessi tempo fa e diceva una cosa inquietante che si può riassumere in “Se un governo volesse prendere il controllo dell’educazione senza usare la forza dovrebbe semplicemente depauperare la scuola pubblica a favore di quella privata di cui potrebbe prendere il possesso”.

Facile direte voi, basta guardarsi intorno, è davanti agli occhi di tutti.

Vero, è facile dirlo, oggi, solo che lui lo ha scitto il 20 marzo del 1950, oltre 50 anni fa.

Volevo parlarvi di lui ma non vado oltre perché è il personaggio del momento quindi lascio la parola ad altri.

Leggendo invece della diatriba sulle scuole mi è venuta in mente un’altra cosa.

Si tratta di una vecchia poesia… non tanto vecchia in realtà.

Parlo di “SE” di Kipling, una delle mie poesie preferite (vi consiglio di leggerla in inglese, è più… forte).

Ve la ripropongo cosi come la ritrovo su un mio vecchio testo di scuola

Se puoi non perdere la testa quando tutti attorno a te
L’ hanno perduta e te ne incolpano,
Se puoi ancora credere in te stesso, quando più nessuno crede in te,
E tuttavia ti chiedi se non abbiano ragione gli altri e torto tu.
Se puoi attendere con calma ciò che ti spetta
o se, perseguitato, non pagare
odio con odio, offesa con vendetta,
senza per questo abbandonarti al gusto di stimarti santo tra i santi, e tra i giusti il giusto.
Se puoi sognare, e tuttavia non perderti nelle reti del sogno,
Se puoi pensare senza tutto concedere al pensiero;
Se puoi fissare in volto trionfo e disonore,
E senza per questo spalancare il cuore a nessuno dei due.
Se senza batter ciglio puoi il tuo vero vedere fatto menzogna sulle labbra dell’insincero,
E di colpo crollare quanto hai caro per tosto ricomporlo con amaro coraggio.
Se in un solo colpo puoi rischiare tutto quanto hai avuto dalla vita e perderlo,
E poi ricominciare senza pentirti della tua partita;
Se potrai richiamare il tuo coraggio quando da un pezzo lo avrai dilapidato
E stare saldo quando sai che tu altro non puoi più fare,
Se non dirti “Su!”.
Se puoi toccare il fango senza insozzarti
E dar la mano ai re senza esaltarti.
Se amico o nemico male potrà mai farti.
Se tutti gli uomini avrai cari ugualmente, ma più degli altri nessuno.
Se nel balzo saprai d’un solo istante
superare l’istante che non perdona,
Tua è allora la Terra, e tutto ciò che dona,
Allora sarai uomo, figlio mio.

Rudyard Kipling

E’ semplicemente meravigliosa.

Solo che oggi bisognerebbe aggiungere una piccola strofa da parte dei cosiddetti “cervelli italiani”

Io proporrei una cosa tipo

Se puoi restare in Italia guardando all’estero con fierezza.
Se puoi restare in Italia certo di fare ricerca
Se puoi restare in Italia facendo il ricercatore e pagando l’affitto,
Allora…
Sei scemo figlio mio.

LordMax