settembre 28, 2008
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Si comincia con la battaglia.
Ormai credo tutti quanti sappiano che la “soluzione” alla sicurezza nelle città è “ovviamente” quella di riempirle di telecamere. Non credo neppure sia necessario spiegare a qualcuno di quanto questa sia la soluzione peggiore possibile… ma d’altronde un paese in cui i referendum servono come carta igienica e contro ogni decisione democratica si riparte con il nucleare (peggiore fra le possibili soluzioni al problema energetico) non ci si può aspettare molto altro.
Però…
C’è sempre un punto di non ritorno.
E forse ci siamo.
Ecco che anche da noi nascono i supereroi… e non solo i soliti pulcinella.
V for Vendetta inizia a fare scuola finalmente.
Nasce finalmente Mr Incontrollabile!
Spero di leggere molto spesso della sue azioni.
Spero si faccia beffe molto spesso di questi poveri imbecilli che continuiamo a trovarci seduti nelle camere del potere.
“V: Sono il re del ventesimo secolo. Il cattivo. La nemesi. La pecora nera della famiglia.”
settembre 27, 2008
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Ebbene sì, sono arrivato a trentanove anni e non l’avevo mai fatto.
E’ stata una esperienza veramente notevole, non posso più dire che non mi interessa per nulla.
Ed Elena stava guardando.

La mia prima volta con l'occhio di bue
Se volete vederla in grande andate su deviantart
E sono anche molto fiero di me, le uova all’occhio di bue (od al tegamino) sono venute molto molto bene.
settembre 26, 2008
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Iniziamo alle 6.30 quando Elena si alza per preparare la colazione.
Una quasi santa donna che tutte le mattine si alza con me e mi prepara la colazione.
Anche se un pochino di dubbio che lo faccia per evitare che combini guai in cucina mi resta.
Alle 7.30 sono alla fermata del tram per andare verso la clinica… alle 7.30 sigh
Arriva il tram ed è… strapieno, una novità assoluta per me perché sono abituato a trovarlo vuoto o quasi.
Mi schiaccio in mezzo alla gente con il mio bel lettore digitale iLiad e scendo davanti allo stadio olimpico.
Attraverso il pezzo di parco e mi dirigo con fare sicuro… alle 7.30 di mattina? vabbè, fingo il fare sicuro.
Mi dirigo, dicevo, verso la clinica Koelliker.
Entro e capisco immediatamente che è privata.
Pulita, niente schiamazzi, bar alla destra con cameriere carine e giornalaio alla sinistra ottimamente fornito.
Indicazioni chiare e pulite davanti a me.
Seguo le frecce, i colori no perché sono ancora tutti sul grigio a quest’ora.
Arrivo ad uno sportello dove un ragazzo assonnato quanto me ma gentile mi indica la strada da prendere… senza sbuffarmi in faccia visto che era scritta un passo più in là.
Scendo nel sottosuolo (chissà perché i reparti di radiologia sono sempre nel sottosuolo), pago il ticket ad uno sportello, passo alla radiologia, faccio la lastra, esco ed alle 8.26 sono in ufficio (che è lì di fianco).
Ovviamente arrivo in ufficio e meno di un’ora dopo mi trovo già in una riunione fiume dove le attività, come al solito, aumentano ulteriormente.
Ormai sono un collezionista di attività da svolgere… sono quelle completate che latitano.
settembre 23, 2008
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Ho letto una cosa interessante qui
Ve ne riporto solo un pezzetto (meno del 15% per non violare la legge ma quanto basta per restare basiti dalle parole):
—
Antipirateria è sinonimo di tranquillità.
Quando si acquista un software Adobe originale, i vantaggi derivanti dal diritto di proprietà superano di gran lunga il valore dell’applicazione stessa.
Scegliendo Adobe, è possibile contare su un partner sempre disponibile per assistenza tecnica, aggiornamenti importanti e upgrade futuri.
È possibile utilizzare con la massima tranquillità i prodotti perché sicuri, stabili e compatibili con il computer in uso, nonché assolutamente privi di applicazioni adware e virus.
Questo tipo di fiducia ha un valore inestimabile.
—
Già il titolo lascia basiti
Antipirateria è sinonimo di tranquillità. Perché?
Antipirateria significa “azioni per contrastare la pirateria” non significa che i prodotti sono sicuri. Sono due ambiti totalmente diversi.
E’ come dire che l’antifurto dell’auto è sinonimo di buon funzionamento del motore.
E’ come dire che la borsa della spesa garantisce una cena ottima.
E’ come dire che l’importo della ricarica garantisce telefonate senza interferenze.
E’ come dire che chi ha scritto l’articolo ne capisce di marketing ma non di logica. :-)
Poi leggo per la seconda volta il capitolo.
E come prima mi fermo immediatamente al primo paragrafo:
—
Quando si acquista un software Adobe originale, i vantaggi derivanti dal diritto di proprietà superano di gran lunga il valore dell’applicazione stessa.
—
Quando si acquista un software adobe il prodotto vale meno del diritto all’uso.
Interessante.
E’ come dire che se acquisto un’auto di un certo produttore vale più il marchio che il motore.
E’ come dire che se acquisto una mozzarella vale più l’incarto della mozzarella contenuta (ok questo può essere vero eccome
).
E’ come dire che se compero un pollo in rosticceria vale più la carta stagnola del pollo… che per alcune rosticcerie è vero.
Però negli esempi citati è sempre in senso negativo e spregiativo, perché per Adobe dovrebbe essere diverso?
Se io acquisto un prodotto non voglio acquistare un marchio ma un prodotto che faccia il suo lavoro.
Se compero un’auto prima guardo il prezzo e la qualità poi il produttore (almeno in teoria).
Se compero un orologio prima valuto le mie esigenze, sulla base di queste scelgo l’orologio (e magari compero quello di marca famosa perché mi serve il prestigio derivante ma è sempre sulla base della mia esigenza).
Perché per Adobe dovrei essere contento di pagare un diritto che dovrebbe essere automatico e addirittura pagarlo più del prodotto stesso?
Mi sembra un invito a non comperare il loro prodotto.
Facciamo così, mettetemi due livelli di acquisto, uno figherrimo in cui pago la vostra presunzione e l’antipirateria ed uno in cui pago il prodotto e basta e vediamo quale dei due l’utente acquista.
Potrei farci delle scommesse sopra.
La seconda frase va da se, è una ovvietà assoluta. Se acquisto un prodotto acquisto anche l’assistenza tecnica ed il diritto agli upgrade, per legge, è la legge che impone al produttore di un prodotto di fornire l’assistenza sullo stesso come anche la garanzia.
Quindi nessun valore aggiunto solo adempimenti di legge.
Ed ecco che mi fermo sulla terza, tre su tre non è male.
—
È possibile utilizzare con la massima tranquillità i prodotti perché sicuri, stabili etc
—
Innanzitutto partiamo dalla pagina dedicata alla sicurezza di adobe: http://www.adobe.com/it/support/security/
Sembra più un bollettino di guerra che altro.
Sembra ci siano più patch che prodotti creati con i loro prodotti.
Se fate una ricerca in internet con parole molto banali tipo “vulnerabilità 2008 adobe OR photoshop OR indesign OR flash” vi trovate con qualche centinaio di pagine.
E’ vero che molte riportano la stessa informazione ma è interessante fare un piccolo confronto con le date.
Di norma si segue la seguente prassi:
- Viene rilevata una vulnerabilità su un prodotto.
- Se chi la trova è in gamba avverte il produttore, aspetta un po di tempo (di solito in accordo con il produttore) e poi lo rende pubblico.
- Nel frattempo il produttore risolve il bug e rende disponibile la patch.
Problema: I produttori non hanno alcuna voglia di creare le patch ed ancor meno di rendere noto l’esistenza di bachi.
Microsoft è riuscita addirittura a far varare una legge apposita per far sì che chiunque renda pubblico un bug sui programmi possa avere grane legali.
Nel caso di Adobe invece mi sembra di vedere dei notevoli ritardi fra la segnalazione e la correzione.
Non è che vada meglio per gli altri ovviamente.
Ed ecco che arriva la chiosa finale: “Questo tipo di fiducia ha un valore inestimabile.”
Mi verrebbe da rispondere: Sì, per i concorrenti.
Il consuntivo della cosa è: Perché spendere centinaia di euro (a parte flash i prodotti Adobe hanno dei costi semplicemente assurdi) per un prodotto che non da nulla più degli altri ed in più ritarda l’uscita delle patch (quando non cerca proprio di nasconderle)?
Io, fossi nella condizione di dover scegliere un prodotto dalla lista Adobe, farei una bella ricerchina fra i prodotti open source e quanto meno li proverei prima di fare un prestito in banca per acquistarli.
Tanto per fare i soliti nomi vi suggerisco:
Fate attenzione, potreste risparmiare migliaia di euro e non correre rischi di violare la legge.
Non capisco perché i prodotti open source non siano ancora diventati illegali.:-)
settembre 22, 2008
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E’ semplicemente stupenda, oltre che assolutamente vera.

Un pc può sostituire un gatto?
Ecco il link alla strip originale.
Vi consiglio assolutamente il link ai comics di Garfield
La cosa stupenda è che le si può anche ricevere via e-mail ogni giorno (io mi faccio mandare Garfield e Dilbert)
settembre 21, 2008
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E siamo alle solite.
Forse è dovuto all’autunno però quasi ogni anno in questo periodo mi prende il desiderio di cambiare, in realtà c’è sempre ogni giorno da anni ma in questo periodo è più forte del solito.
Il problema resta però lo stesso di sempre: Cambiare per fare cosa?
Ovviamente si parla di lavoro.
Io alla fin fine dei conti ho ben pochi sbocchi, sono un programmatore e tale resterò fino alla fine. Saprei anche fare altre cose, sono addestrato come project manager, come analista funzionale e mille mila cose ancora ma qui in Italia non conta nulla quello che sai fare, conta solo quanto sei disposto a leccare il culo o quali agganci hai. E da quel punto di vista io potrei forse trovare un posto come venditore abusivo di cd pirata.
Purtroppo anche solo per poter fare un colloquio devi avere almeno la laure ed un master fatto all’estero… od il solito santo in paradiso.
Ecco quindi che le scelte si riducono parecchio. O ci si mette in proprio… e non è proprio il momento. Ho un lavoro con contratto a tempo indeterminato e so perfettamente che vale oro vista la situazione lavorativa oggi. E poi comunque anche mettersi in proprio significa semplicemente fare lo stesso identico lavoro con in più tutti i problemi e le grane che derivano dal lavorare in proprio (le soddisfazioni in questo campo sono comunque poche).
L’altra alternativa è cambiare radicalmente. E’ sempre possibile cambiare naturalmente, bisogna solo vincere la naturale indole piemontese al bugia nen ma visto il mio passato non dovrebbe essere troppo difficile.
Resta però il problema del cosa fare. Questo sì è un problema. In Italia non hai alcuna speranza di trovare un lavoro qualificato se hai oltre 30 anni e cerchi di cambiare radicalmente, è inutile stare a raccontarcela. Si potrebbe andare all’estero ma la gente fuori dall’Italia ha la strana abitudine di parlare una lingua straniera ed avere usi e modi molto diversi dai nostri.
Cosa resta? Resta la rete ovviamente. Internet è un pozzo di possibilità, alcune facili, troppo, infatti sono truffe, e sono la maggior parte, altre però non lo sono. In questo calderone del tutto possibile (sembra l’america di inizio secolo) bisogna solo fare attenzione e muoversi con cautela ma ci sono molte occasioni, soprattutto per tirare su qualcosa di alternativo.
C’è però uno scoglio ben difficile da superare: in internet si tende ad usare una belle lingue più sgradevoli del globo terracqueo, l’inglese.
Bisogna studiarlo, capirlo, saperlo leggere e soprattutto saperlo scrivere.
Ecco allora la necessità di fare una cosa che non ho mai fatto prima… studiare la grammatica.
Ed allora mano al browser e via con le ricerche… e cosa scopro? Scopro che uno dei miei punti di riferimento preferiti per la scrittura ha una risorsa insostituibile.
Vi ho già parlato di Easy Way To Write, si tratta di un sito che propone dei metodi molto semplici ed efficaci per scrivere in qualsiasi campo… consiglio a tutti di dargli una occhiata, ne vale sicuramente la pena e ci sono molte risorse gratuite (consiglio in particolare gli articoli).
In questo sito ho anche trovato quella che sarà sicuramente la mia risorsa principale per la grammatica inglese, sembra scritta per un bambino, decisamente l’ideale per me.
Eccovi il link: grammatica
settembre 18, 2008
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Premessa: Questo post parla male dello sport, in particolare del calcio e soprattutto parla male dei tifosi di tale perdita di tempo, se siete fra questi meglio che non leggiate.
Ieri sono uscito dall’ufficio ed ho dovuto farmi un gran bel pezzo di strada a piedi per tornare a casa perché vi era la partita allo stadio olimpico. Centinaia di persone e di poliziotti che bloccavano ogni passaggio.
Questa mattina andando in ufficio stavo riflettendo.
Io, nel senso di italiano che paga le tasse (perché come dipendente non c’è modo di scamparle) devo subire (ed intendo subire contro la mia volontà) il disagio delle strade bloccate, del traffico deviato e dei servizi pubblici interrotti perché qualcuno deve andare a guardare una partita di calcio e non è in grado di autoregolarsi.
Io, sempre nel senso detto sopra, devo pagare e parecchio il disagio del caso perché se ho parcheggiato l’auto i zona me la vedo rimossa e la multa la pago io.. la multa per cosa? Perché qualcuno ha deciso che una massa di idioti ha più diritti di me sul suolo pubblico… quello per cui pago le tasse.
Io, sempre nel senso di cui sopra, pago, e salato, il servizio d’ordine composto da decine e decine di agenti che devono garantire la sicurezza di una massa di facinorosi incapaci di autoregolarsi… tralasciando il fatto che sarebbe molto meglio lasciare che si ammazzino fra di loro cosi magari aumentiamo il livello medio d’intelligenza in Italia il vero problema è che quelle decine di agenti (che stanno lavorando e non li invidio di certo sia chiaro) sono bloccati intorno ad uno stadio e non stanno certo pattugliando le strade o prevenendo il crimine. In pratica li pago per fare una cosa che è diversa dal motivo per cui li pago. Interessante in effetti.
Io, sempre nel senso di cui sopra, se ho la sfiga di abitare in zona devo blindarmi in casa perché di certo non posso uscire o vengo travolto dal caos. Se abito molto vicino non posso proprio uscire o rientrare in casa perché le strade sono bloccate. Se per caso invece volessi, chesso, tanto per fare un esempio, andare in piscina, che sfiga vuole essere proprio di fianco allo stadio, non posso perché qualcuno ha deciso che le strade vanno bloccate, sempre per garantire quegli idioti di cui sopra.
Come ciliegina sulla torta poi, sempre io mi trovo a passare per quelle stesse strade il giorno dopo e mi trovo proiettato in uno scenario di uno squallore unico, cartacce, bottiglie, lattine, vomito, pacchetti di sigarette ed ogni altra cosa vi venga in mente (anche un preservativo ho visto stamani), tutto buttato per la strada. Questo significa che dopo il disagio ed il costo di tutto questo devo anche pagare il servizio di pulizia delle strade e tutto per cosa? Per dare panem et circenses ad una massa di ignoranti che vivono nella speranza di vedere un ignorante strapagato tirare un calcio ad un pallone. Anche se ormai, visto l’andazzo, è solo più circenses perché il pane non ce lo si può più permettere.
E uso il termine ignorante inteso come persona di bassa o nulla cultura perché questo sono, a vedere come parlano e si comportano.
P.S. Tanto per spiegare il perché di questo post vi do anche la nota di colore.
Ieri sera stavo uscendo dall’ufficio, Via Filadelfia bloccata, passo dal parco, nessun problema.
Decine di porcari… un profumo che sono arrivato a casa con una fame assurda.
Ero a metà strada quando passando davanti al classico tifoso con maglietta e sciarpa della propria squadra e pass al collo. In una mano un paninazzo del porcaro, in un’altra mano una birra a metà. Sta parlando con un amico… ad alta voce ovviamente dicendo qualcosa tipo “Hai visto quanto è caro l’abbonamento, non arrivo più a fine mese per pagarlo, lo sapesse mia moglie hai voglia”.
Volevo fermarmi e rispondergli in modo adeguato ma vista la mancanza della luce dell’intelletto nei suoi occhi ed il fatto che Elena mi aspettava a casa ho tirato dritto.
Il punto però è che se non ho i soldi per fare una cosa non la faccio, non mi indebito.
Morale: Come si può pretendere che l’ItaGlia vada meglio se il concetto di vita è “meglio l’abbonamento allo stadio che l’affitto”.
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