novembre 18, 2008
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Oggi vi parlo di programmi di posta.
Innanzitutto bisogna distinguere la posta elettronica, le e-mail o email, dai newsgroups e dai feed rss
Vi consiglio le definizioni del dizionario jargon (http://jargonwiki.com/wiki/)
L’email è un messaggio inviato attraverso la rete verso uno o più recipienti. Il messaggio può essere testuale o ipertestuale (html).
I newsgroups sono dei gruppi di discussione in cui un certo numero di utenti si associa per discutere di un certo argomento. Le discussioni posso anche avvenire via email (ovvero con un meccanismo di email) ma il protocollo utilizzato è tutt’altro. Vi sono molti siti che si occupano di gestire i newsgroups.
I Feed Rss sono solo delle particolari pagine html o XML che uniscono in un unico elenco una serie di informazioni prelevate da un sito o da un gruppo di siti, è un poco come avere un motore di ricerca dedicato.
In questo mio post voglio parlare della posta elettronica e non di altri elementi.
Spero di riuscire a fare a breve un post dedicato ai browser.
Tornando quindi alla posta dobbiamo fare alcune premesse.
La prima è che i client di posta, i programmi che permettono di usare e gestire la posta elettronica, sono centinaia, molte centinaia, non esiste il client di posta perfetto ma solo quello più adatto alle proprie esigenze o quello preferito… che si spera coincidano.
Detto questo ci sono alcuni elementi che vanno considerati quando si sceglie un client di posta.
In primo luogo bisogna avere almeno una vaga idea di quello che ci serve, da questo possiamo andare a capire quale sia il miglior client per noi.
Ad oggi i client di posta possono dividersi in alcune categorie essenziali:
Tradizionali, quelli che fanno un poco di tutto (outlook, thunderbird).
Dedicati, quelli che si occupano solo della posta elettronica (TheBat!).
Minimali, quelli che fanno delle dimensioni minime e delle funzioni essenziali il proprio punto di forza (picomail).
On line, quelli che permettono di gestire la posta tramite siti internet (gmail, yahoo).
Tolti i client online che fanno categoria a se gli altri sono tutti molto simili, cambiano soltanto le opzioni disponibili.
Il miglior programma di posta in assoluto è TheBat! (http://www.ritlabs.com/)

TheBat! finestra del programma
E’ un prodotto commerciale quindi non free ne tanto meno open source. Non costa molto ma se devi gestire la posta e, soprattutto, se hai più account non esiste di meglio.
Ha delle funzioni che non ho mai visto su altri prodotti per la posta, ha una interfaccia in perfetto stile Microsoft ed esiste in varie versioni. Inoltre è il programma con il più elevato livello di sicurezza che vi sia in circolazione, per prendere un virus da un email tramite TheBat! Bisogna proprio volerlo.
La seconda scelta cade inevitabilmente su thunderbird, soprattutto la versione portable. Con l’estensione lightning poi e quella per il calendar di google hai anche un sistema unico per gestire calendario, appuntamenti e task.
Inoltre thunderbird ha alcune estensioni che lo rendono praticamente identico ad altri client fra cui, mi pare, pegasus, sicuramente eudora.
Una delle grandi proprietà di thunderbird è quella di avere una versione portable ovvero usabile senza installazione, ideale per una chiavetta usb.
Inoltre non è da disprezzare il fatto che è un programma totalmente gratuito, open source e multi piattaforma, ovvero esiste per windows, linux, mac e via dicendo.
Il livello di protezione è alto già di per se in più vi sono delle apposite estensioni per chi vuole essere maggiormente protetto.
Una menzione ad Outlook ovviamente deve essere fatta, esiste in due versioni la versione Express installata di default su tutte le macchine windows e la versione Professional che si acquista solo con la suite Office.
Guarda fuori espresso (come lo chiamano i denigratori) è un client di posta piuttosto minimale, molto meglio la versione professional.
Il programma in se ha delle ottime funzionali, una validissima gestione del calendario e dei task.
Purtroppo però a livello di sicurezza è uno dei programmi peggiori che esistano in commercio. Inoltre per la visualizzazione della posta usa Internet Explorer acquisendo anche i bachi di quest’ultimo. Sconsiglio vivamente l’uso di questo programma se non esclusivamente all’interno di una rete aziendale protetta da firewall ed antivirus.
Un altro programma di posta molto famoso in ambito aziendale è Lotus Notes, benché abbia ancora molto seguito nelle grosse aziende l’attuale approccio è troppo vecchio e farraginoso per poterlo consigliare. Per sua stessa natura poi ha ben poco senso per scopo personale perché le funzionalità veramente interessanti sono dedicate all’ambito aziendale (calendari e task condivisi, chat interna, etc).
Come ho detto vi è una serie quasi interminabile di altri client email ma sono alla fin fine dei sottoinsiemi di quelli sopra esposti.
Questo non significa che non vadano presi in considerazione, anzi, sarebbe bene provarne qualcuno per vedere cosa effettivamente può essere utile e cosa no.
Per un rapido elenco vi propongo solo client di tipo portable: http://www.portablefreeware.com/?sc=12
Con una rapida ricerca su internet potrete trovarne altre centinaia.
Detto questo non posso, e non voglio, esimermi dal parlarvi di un approccio completamente diverso al “problema” email.
Si tratta dell’approccio scelto da Opera il browser più veloce in assoluto e che rispetta maggiormente gli standard web (con buona pace del neonato Chrome).
Se vi piace il sistema di gestione della posta di Gmail allora non potete non provare Opera ed il suo client integrato. E’ una meraviglia, garantisco.
Funziona in modo molto simile a Gmail con le label e via dicendo (ma su account multipli) e le ricerche delle email fra i vari account è meravigliosa (ricerca che invece su thunderbird e guardafuori è pessima).
Anche Opera poi ha la possibilità di essere portable che non guasta mai (senza contare che è molto ma molto più veloce di tutti gli altri browser, Chrome compreso, e che ha un sistema di sincronizzazione remota dei bookmark etc molto ben fatto).
Come consuntivo a quanto detto finora e se state cercando un client email vi consiglio di prendervi qualche giorno di tempo e provare innanzitutto un paio di client portable minimali (ricordate sempre di impostare le proprietà dell’account per non cancellare le email dal server cosi potete fare tutte le prove che volete senza perdere informazioni).
Fatto ciò provate thunderbird con l’estensione Lightning che secondo me merita veramente molto.
Provate poi Opera perché è una esperienza d’uso molto diversa dal solito.
Ed infine date una possibilità a TheBat! (con la versione demo) perché è il meglio che potete avere.
Dopodiché scegliete quello che vi è sembrato più adatto per voi perché, come detto prima, non esiste un client migliore esiste però il client adatto a voi che potrete trovare solo sperimentandone tanti.
E se avete bisogno di aiuto o suggerimenti sono a vostra disposizione.
Un’ultima nota, di recente è uscito l’ennesimo report sull’uso dei client di posta e dei servizi online: http://fingerprintapp.com/email-client-stats
Io non sono molto convinto dei risultati ma è il più recente che ho trovato.
ottobre 14, 2008
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Che meraviglia.
Vi riporto una notizia spettacolare dai miei amichetti pusher di notizie tecnologiche:
http://punto-informatico.it/2432355/PI/News/aaa-esoscheletro-affittasi.aspx
C’è una azienda in giappone (manco a farlo apposta) che si chiama Cyberdyne; E già il nome è tutto un programma visto che si tratta niente popo di meno che dell’azienda che ha dato inizio a skynet e quindi al mondo delle macchine nella serie di Terminator ( – ).
Questa azienda dicevamo, ha fatto una cosuccia da nulla, ci sta lavorando fin dall’inizio degli anni novanta del secolo scorso in effetti, ha realizzato semplicemente un esoscheletro completo per il corpo umano in grado di prelevare i segnali elettrici del sistema nervoso e convertirli in azioni meccaniche.

Immagine tratta dall'articolo citato.
Che dire?
Semplicemente che è una cosa estremamente importante. Importante in senso assoluto al di là della passione o meno per la tecnologia.
Tanto per iniziare ovviamente si aprono scenari interessanti e preoccupanti perché da una parte questi esoscheletri possono essere usati per facilitare i lavori pesanti, e questa è una. Ovviamente c’è il rovescio della medaglia perché mi aspetto che a brevissimo escano truppe amerdikane con esoscheletro in grado di portare in giro per il mondo armi ancora più pesanti e pericolose per tutti, e questo è l’aspetto negativo, decisamente negativo. Si spera ovviamente che gli amerdikni si comportino come tali e quindi alla fine basterà un cellulare o un campanello per mandarle in tilt ma poi scoprono il trucco e si parano.
Esiste però un altro ambito estremamente importante, preso come assoluta priorità dall’azienda di cui sopra per altro. Parliamo delle persone con gravi problemi motori e non solo paralizzati.
L’azienda ha dichiarato che prenderà, prima di ogni altra cosa, in considerazione proprio le esigenze dei portatori di handicap permettendo di affittare questi esoscheletri in versione completa o parziale… purtroppo il costo è decisamente improponibile per i più ma è un gran bel passo avanti.
Ora non vedo l’ora di poter avere un esoscheletro anch’Io cosi posso portare la mia pigrizia a nuove vette di eccellenza. ^___^
settembre 23, 2008
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Ho letto una cosa interessante qui
Ve ne riporto solo un pezzetto (meno del 15% per non violare la legge ma quanto basta per restare basiti dalle parole):
—
Antipirateria è sinonimo di tranquillità.
Quando si acquista un software Adobe originale, i vantaggi derivanti dal diritto di proprietà superano di gran lunga il valore dell’applicazione stessa.
Scegliendo Adobe, è possibile contare su un partner sempre disponibile per assistenza tecnica, aggiornamenti importanti e upgrade futuri.
È possibile utilizzare con la massima tranquillità i prodotti perché sicuri, stabili e compatibili con il computer in uso, nonché assolutamente privi di applicazioni adware e virus.
Questo tipo di fiducia ha un valore inestimabile.
—
Già il titolo lascia basiti
Antipirateria è sinonimo di tranquillità. Perché?
Antipirateria significa “azioni per contrastare la pirateria” non significa che i prodotti sono sicuri. Sono due ambiti totalmente diversi.
E’ come dire che l’antifurto dell’auto è sinonimo di buon funzionamento del motore.
E’ come dire che la borsa della spesa garantisce una cena ottima.
E’ come dire che l’importo della ricarica garantisce telefonate senza interferenze.
E’ come dire che chi ha scritto l’articolo ne capisce di marketing ma non di logica. :-)
Poi leggo per la seconda volta il capitolo.
E come prima mi fermo immediatamente al primo paragrafo:
—
Quando si acquista un software Adobe originale, i vantaggi derivanti dal diritto di proprietà superano di gran lunga il valore dell’applicazione stessa.
—
Quando si acquista un software adobe il prodotto vale meno del diritto all’uso.
Interessante.
E’ come dire che se acquisto un’auto di un certo produttore vale più il marchio che il motore.
E’ come dire che se acquisto una mozzarella vale più l’incarto della mozzarella contenuta (ok questo può essere vero eccome
).
E’ come dire che se compero un pollo in rosticceria vale più la carta stagnola del pollo… che per alcune rosticcerie è vero.
Però negli esempi citati è sempre in senso negativo e spregiativo, perché per Adobe dovrebbe essere diverso?
Se io acquisto un prodotto non voglio acquistare un marchio ma un prodotto che faccia il suo lavoro.
Se compero un’auto prima guardo il prezzo e la qualità poi il produttore (almeno in teoria).
Se compero un orologio prima valuto le mie esigenze, sulla base di queste scelgo l’orologio (e magari compero quello di marca famosa perché mi serve il prestigio derivante ma è sempre sulla base della mia esigenza).
Perché per Adobe dovrei essere contento di pagare un diritto che dovrebbe essere automatico e addirittura pagarlo più del prodotto stesso?
Mi sembra un invito a non comperare il loro prodotto.
Facciamo così, mettetemi due livelli di acquisto, uno figherrimo in cui pago la vostra presunzione e l’antipirateria ed uno in cui pago il prodotto e basta e vediamo quale dei due l’utente acquista.
Potrei farci delle scommesse sopra.
La seconda frase va da se, è una ovvietà assoluta. Se acquisto un prodotto acquisto anche l’assistenza tecnica ed il diritto agli upgrade, per legge, è la legge che impone al produttore di un prodotto di fornire l’assistenza sullo stesso come anche la garanzia.
Quindi nessun valore aggiunto solo adempimenti di legge.
Ed ecco che mi fermo sulla terza, tre su tre non è male.
—
È possibile utilizzare con la massima tranquillità i prodotti perché sicuri, stabili etc
—
Innanzitutto partiamo dalla pagina dedicata alla sicurezza di adobe: http://www.adobe.com/it/support/security/
Sembra più un bollettino di guerra che altro.
Sembra ci siano più patch che prodotti creati con i loro prodotti.
Se fate una ricerca in internet con parole molto banali tipo “vulnerabilità 2008 adobe OR photoshop OR indesign OR flash” vi trovate con qualche centinaio di pagine.
E’ vero che molte riportano la stessa informazione ma è interessante fare un piccolo confronto con le date.
Di norma si segue la seguente prassi:
- Viene rilevata una vulnerabilità su un prodotto.
- Se chi la trova è in gamba avverte il produttore, aspetta un po di tempo (di solito in accordo con il produttore) e poi lo rende pubblico.
- Nel frattempo il produttore risolve il bug e rende disponibile la patch.
Problema: I produttori non hanno alcuna voglia di creare le patch ed ancor meno di rendere noto l’esistenza di bachi.
Microsoft è riuscita addirittura a far varare una legge apposita per far sì che chiunque renda pubblico un bug sui programmi possa avere grane legali.
Nel caso di Adobe invece mi sembra di vedere dei notevoli ritardi fra la segnalazione e la correzione.
Non è che vada meglio per gli altri ovviamente.
Ed ecco che arriva la chiosa finale: “Questo tipo di fiducia ha un valore inestimabile.”
Mi verrebbe da rispondere: Sì, per i concorrenti.
Il consuntivo della cosa è: Perché spendere centinaia di euro (a parte flash i prodotti Adobe hanno dei costi semplicemente assurdi) per un prodotto che non da nulla più degli altri ed in più ritarda l’uscita delle patch (quando non cerca proprio di nasconderle)?
Io, fossi nella condizione di dover scegliere un prodotto dalla lista Adobe, farei una bella ricerchina fra i prodotti open source e quanto meno li proverei prima di fare un prestito in banca per acquistarli.
Tanto per fare i soliti nomi vi suggerisco:
Fate attenzione, potreste risparmiare migliaia di euro e non correre rischi di violare la legge.
Non capisco perché i prodotti open source non siano ancora diventati illegali.:-)
settembre 9, 2008
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Ci siamo gente, sta per partire.
Sto seguendo, per quanto posso, la diretta con l’LHC.
Seguitela anche voi. Il link è questo http://www.infn.it/indexen.php
Pensatela come vi pare ma è sicuramente un momento storico, se non per la scoperte che ne deriveranno almeno per tutta la fuffa mediatica ed il battagè sulla fine del mondo degli ultim mesi.