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La pillola cancellaricordi

1:19 pm Articolo

E ci risiamo.
Pare proprio che le persone non abbiano alcuna intenzione di affrontare le proprie paure e difficoltà.

Capisco che provare dolore non faccia piacere, ovvio.
Ma fuggire, nascondersi e soccombere alla paura non è proprio per nulla la strada giusta.

Ci sono solo alcuni modi per affrontare le proprie paure, e quindi i propri traumi:
Fuggire (Lontano, lontano che non mi raggiunga)
Nascondersi (chiudersi in se stessi aspettando un miracolo… che non avverrà)
Rifiutarle (far finta che non esistono, mentendo profondamente a se stessi)
Aggirarle (cercare in tutti i modi di non trovarsi mai in una situazione che possa portarle alla luce)
Soccombere (farsi sopraffare dalle proprie paure)
Affrontarle (fatti sotto sporco ostacolo che ti dissolvo come neve al sole).

Pare che le prime siano le più usate e l’ultima, l’unica effettivamente efficace, sia anche la più temuta.
Perché?
Non mi riesce di capirlo.
Perché mai una persona non dovrebbe affrontare i propri problemi?
Perché le persone preferiscono fingere, ingannarsi, mentirsi pur di non dover affrontare le proprie paure?

Io soffro di belone fobia (o aicmofobia), la paura degli oggetti acuminati, ho il terrore degli aghi delle siringhe (e paradossalmente mi piacciono le armi da taglio). Ok, ne prendo atto, so che se faccio l’esame del sangue svengo, questo però non mi ha impedito di fare l’esame del sangue quando dovevo farlo (se posso ovviamente lo evito) ne di farmi fare una iniezione quando ne avevo bisogno.

Le paure, le fobie sono lì per essere affrontate, nulla più. Sono un ostacolo che è nostro dovere superare.
Questo non vuol dire che una persona che ha paura dei ragni deve arrivare ad allevare tarantole e vedove nere però deve arrivare a non paralizzarsi e fuggire terrorizzata se vede un ragnetto di campagna. Lo stesso vale per ua persona che ha paura degli aghi, da ragazzino anche vederli in Tv mi dava fastidio, oggi non più, non mi metto a giocare con gli aghi ovviamente ma se ne vedo uno non fuggo terrorizzato, al limite sbianco in volto.
Pare che questo ragionamento invece sia fuori dalla capacità (o forse è meglio dire dalla volontà) delle persone, persone per altro perfettamente razionali.

Ora però arriva in loro aiuto una nuova, tragica, possibilità:
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=8560

Una pillola in grado di cancellare i ricordi in modo selettivo.
Non faccio l’elenco di tutti i libri (a partire dal grandissimo P.H.Dick) e film che parlano di una cosa del genere altrimenti facciamo notte.
Quello che mi spaventa invece è che qualcuno possa pensare di risolvere i propri problemi cancellandoli chimicamente (e chi pensa ai drogati ha perfettamente ragione, meglio fuggire dalla realtà che affrontarla e modificarla a propria immagine).
Ma nessuno ha mai sentito la frase “Io sono un essere spirituale ed il mio corpo è uno strumento”?
Mi chiedo come le persone possano anche solo lontanamente sperare di risolvere anche il più minuscolo dei problemi cancellandolo.
Ecco, questa è una cosa di cui avere paura, tanta paura.

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